LA SCUOLA DI RIKY

A volte la vita può essere davvero complicata, piena di barriere architettoniche, sociali e psicologiche. Fortunatamente riserva anche tante opportunità, risorse personali e sociali che permettono, di sostenersi e sostenere chi vive realtà più complesse. La scuola è per tutti gli adolescenti, una particolare esperienza culturale, che diventa uno spazio in cui sperimentarsi, in cui saggiare le proprie competenze.

Pertanto l’esperienza scolastica incide profondamente sullo sviluppo, sia nella direzione della sperimentazione di sé, sia in quella di verifica delle proprie abilità cognitive e sociali. La malattia però, non ha consentito a Riccardo la normale frequenza scolastica, gli ha negato perciò i normali percorsi di socializzazione e di apprendimento di normali contenuti condivisi dai pari.



Obiettivi:


Questo progetto, intende intervenire in sostegno di questo ragazzo, il quale ha perduto la sua autonomia sia fisica, psicologia che sociale. A questo scopo, il progetto s’inserisce in un’ottica di collaborazione con la scuola, attraverso un intervento domiciliare atto a mantenere un collegamento tra scuola e casa. Il progetto prevede un intervento con il fine di sostenere, attraverso mezzi e strumenti specialistici, l’alunno nei vari aspetti psicologici, emotivi, cognitivi, intellettivi e culturali relazionali. L’intervento sarà promotore di esperienze emancipative, per migliorare la qualità della vita di R.
Obiettivi specifici:
• Acquisizione di un maggior grado di autonomia;
• Realizzazione di una migliore socializzazione e integrazione scolastica;
• Assistenza operativa sulla didattica (deficit della manualità e motricità);
• Rafforzamento e sviluppo delle capacità cognitive e intellettive;
• Incremento del senso di responsabilità di tutta la comunità educante nei confronti delle persone con disabilità;
• Regolazione del comportamento alle regole della convivenza sociale
• Stimolo ad un maggior grado di autonomia nel problem solving.
• Maggiore sensibilizzazione ai bisogni e al pensiero individuale sulla disabilità.
Una vera integrazione si realizza unicamente se al centro dell’attenzione si pongono non soltanto i bisogni della persona con deficit, ma anche i suoi desideri, le sue risorse e le potenzialità nell’ambito dell’apprendimento, della comunicazione, delle relazioni e della socializzazione. Essa deve intendersi, come un processo dinamico, dialettico, di sviluppo delle potenzialità soggettive. Attraverso modalità dirette e non direttive, accoglienti e motivanti si cercherà di dare spazio a contenuti emotivi, riflessivi, di difesa, stimolare e fornire opportunità di problem solving. A livello pragmatico durante le ore di attività domiciliare si tratteranno le varie materie, si sosterranno verifiche didattiche, si sperimenteranno modalità di studio più autonome e si utilizzeranno i contenuti per trarne momenti riflessivi e catartici.